Cosa dice la legge

Secondo l’articolo 6 dell’Accordo Europeo sullo stress lavorativo è dovere del datore di lavoro stabilire delle misure per prevenire lo stress ed attuarle.


Per migliorare la qualità della scuola occorre investire sulle risorse emotive, relazionali e cognitive degli insegnanti.
Secondo l’articolo 6 dell’Accordo Europeo sullo stress lavorativo è dovere del datore di lavoro stabilire delle misure per prevenire lo stress ed attuarle con la collaborazione dei lavoratori all’interno di tre aree:

Area formazione. Offrire sostegno, ascolto e benessere organizzativo.
Area informazione. Promuovere la consapevolezza degli insegnanti sulla condizione di stress aiutandoli a riconoscerlo e mettendoli in condizione di individuare le cause dello stress e di affrontarle.
Area addestramento e consultazione. Fornire consocenze aggiornate rispetto all’organizzazione scolastica e coinvolgere i docenti nelle decisione e nella gestione.

Il D. Lgs. 81/2008 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007 n°123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di salute” prevede per il datore di lavoro l’obbligo esplicito di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi rischi “particolari” quali quelli inerenti allo stress lavoro-correlato (art. 28). Ciò in linea con l’Accordo europeo  sullo stress lavoro-correlato dell’8 ottobre 2004, recepito come Accordo interconfederale nel giugno del 2008 e inserito nel suddetto decreto.

Come promuovere il benessere lavorativo degli insegnanti
Come favorire la percezione che l’attività professionale lavorativa soddisfa importanti valori personali connessi al lavoro?
Gli aspetti sui quali intervenire sono molteplici. Innanzitutto è ormai evidente che nel mondo del lavoro la condizione di salute, intesa come assenza di malattia è un punto di partenza insufficiente in quanto si ha bisogno di insegnanti proattivi, motivati, in grado di assumersi responsabilità sempre più elevate e che abbiano risorse innovative sulle quali contare.
Diventa fondamentale lavorare sulla promozione del benessere personale dell’insegnante promuovendone le potenzialità, lavorando sul suo senso di autoefficacia e su tutte quelle credenze abilità e conoscenze che gli permettano di sentirsi adeguato e in piena autonomia nell’organizzazione delle attività necessarie per raggiungere gli obiettivi educativi che si pone. Un altro aspetto è la promozione di una rete sociale di sostegno, di supporto  e di condivisione del percorso educativo formativo. Chiaramente i buoni rapporti con i colleghi in cui vige la collaborazione e la stima, con bassi livelli di conflittualità, favorisce un clima positivo e sereno.
Lo stesso Dirigente, che supporta gli insegnanti nella propria attività didattica, che li rende partecipi delle decisioni da prendere, che favorisce il senso di appartenza alla comunità scolastica, che semplifica l’organizzazione e favorisce un coordinamento positivo e proficuo, favorisce il benessere degli insegnanti.
I docenti possono intervenire in prima persona per prendersi cura del proprio benessere emotivo attraverso una serie di interventi:

acquisire consapevolezza di sè e dei propri bisogni al fine di intercettare i primi sintomi di disagio e attivarsi per condividerli con gli esperti;
considerare gli insuccessi professionali come momenti transitori individuando modalità costruttive per affrontarli;
porsi obiettivi realistici in relazione ai vincoli e alle risorse presenti a scuola;
creare una rete sociale di sostegno all’interno della scuola;
acquisire strategie di auto-aiuto e trovare fonti di gratificazione anche al di fuori del contesto lavorativo;
partecipare attivamente alla gestione di ambiti dell’organizzazione scolastica;
valorizzare se stessi e le proprie potenzialità;
costituire gruppi di auto aiuto che sotto una guida, agendo sulle tecniche di condivisione del problema, riducano i livelli di stress.


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