Perché Counseling e Scuola

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Sentirsi parte del gruppo classe

Quando un bambino è veramente integrato in un gruppo classe senza vivere marginalmente all'interno di esso? Sicuramente è ben integrato quando sperimenta il bisogno di appartenenza, controllo e affetto.

La valutazione come strategia didattica

La nuova valutazione, rimettendo al centro del processo valutativo il percorso formativo dell’alunno, richiede un importante cambio di paradigma. Essa diventa una strategia didattica che, insieme a tutte le altre, concorre al successo formativo dell'allievo.

Gli interventi nella classe per prevenire il fenomeno del bullismo

Negli ultimi anni in Italia si stanno sperimentando dei modelli di prevenzione del fenomeno del bullismo che si basano sulla naturale predisposizione di molti studenti ad aiutare, dare sostegno e consolare i propri compagni.

La scuola che cambia: una revisione del ruolo

E' necessaria una revisione della funzione stessa della scuola che non può più essere solo un luogo in cui si forniscono i contenuti del sapere ma deve diventare un’agenzia educativa – formativa che faccia attenzione all’aspetto affettivo – emotivo - relazionale del bambino e dell’adulto.

La didattica a distanza: il luogo non luogo

C’è però ora un’emergenza che scorre sullo sfondo e che riguarda l’aspetto emotivo e relazionale di tutti quei bambini, quei ragazzi che si trovano a vivere in una nuova realtà che è ancora di difficile lettura per tutti.

Per una didattica dell’empowerment

Uno studente può attribuire il raggiungimento o meno di un risultato a cause interne (o a cause esterne. Lo studente che ha uno stile di attribuzione interno ha in genere un atteggiamento positivo nei confronti dell’insuccesso, considerandolo modificabile, transitorio, controllabile e settoriale. In genere è uno studente che ha un rapporto ottimistico con il proprio apprendimento, ama sperimentarsi in nuovi compiti e affronta le difficoltà senza paura.

Trattare con alunni difficili: le fasi di azione secondo Robert J. Marzano

Ogni insegnante è consapevole che molti studenti hanno necessità differenti nella sfera mentale, comportamentale e relazionale e hanno bisogno di un’attenzione in più per riuscire a mettere in atto atteggiamenti adeguati al contesto sociale nel quale si trovano. Marzano sostiene che l’insegnante deve promuovere comportamenti adeguati al contesto e calibrare le proprie strategie didattiche ai differenti bisogni degli allievi.

Dalla Didattica dell'Emergenza alla Didattica a Distanza

Dai dati emerge come, nel periodo 2018-2019, il 30% delle famiglie non è dotato di computer o tablet in casa, nel Mezzogiorno la percentuale arriva al 41,6%, e che solo il 22,2, 1% delle famiglie ha un PC a disposizione per ogni componente, al Sud la percentuale scende al 14.1%. Un terzo delle famiglie in Italia, non possiede PC o tablet.

L'apprendimento cooperativo e le tre metafore della conoscenza

Nella società della conoscenza l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali

Gestire la classe nella pratica didattica

A volte si dà per scontato che l’alunno sia pronto ad accogliere qualsiasi proposta didattica venga presentata e quando si riscontra noia o demotivazione si pensa derivi dalla scarsa voglia di apprendere. In realtà ormai le ultime ricerche sulla motivazione confermano come sia fondamentale agire su quella intrinseca attraverso attività che siano vicine alla vita degli studenti e ne soddisfino i loro reali bisogni.


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