Counseling e Scuola: educare nella complessità

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Ci saremo.

Ci saremo signor Ministro, cercando di attuare la DAD, la DDI, la Didattica Mista come abbiamo sempre fatto, sin dai primi momenti quando ci siamo formati con coscienza e volontà.

Agire la relazione d'aiuto a scuola

La relazione di aiuto può essere rappresentata secondo un modello a quattro fasi: le prime due derivate dall’approccio non direttivo di Carl Rogers e le altre due di impostazione comportamentista.

Il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria: cosa cambia davvero

Molti bambini vivono il passaggio con entusiasmo, altri con ansia o disorientamento. Le reazioni sono diverse e personali, ma spesso non dipendono soltanto da ciò che accade concretamente in classe, quanto da come questa transizione viene raccontata, anticipata e interpretata dagli adulti di riferimento.

La parola al professionista: la relazione di aiuto è come una danza circolare

La relazione d’aiuto è come stare in una danza circolare, di ascolto, di scoperta, di trasformazione: la risposta è dentro di te, se vuoi possiamo cercarla insieme.

Preparare il colloquio con i genitori

Il colloquio con i genitori deve essere pianificato in tutti i suoi aspetti, in modo da farlo diventare un momento di confronto tra le figure che si occupano dell’educazione dell’alunno.

L'apprendimento cooperativo per costruire il gruppo classe

L’apprendimento cooperativo è una visione pedagogica e didattica dell’insegnamento che valorizza il processo di apprendimento di gruppo attraverso il quale gli studenti imparano a collaborare, a comunicare, a condividere le proprie idee e risorse cognitive, ad ascoltare gli altri.

Sentirsi parte del gruppo classe

Quando un bambino è veramente integrato in un gruppo classe senza vivere marginalmente all'interno di esso? Sicuramente è ben integrato quando sperimenta il bisogno di appartenenza, controllo e affetto.

Costruire la coesione del gruppo classe

Lavorare sulla costruzione del gruppo classe non è sempre facile ma ci sono dei mezzi che possono facilitare le azioni in questa direzione.

L'apprendimento cooperativo e le tre metafore della conoscenza

Nella società della conoscenza l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali


X Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su accetto, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Accetto