Counseling e Scuola: educare nella complessità

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Riapertura delle scuole: un’analisi delle misure dei principali paesi europei

A livello internazionale, nei Paesi membri dell’Unione europea, è emersa con forza l’urgenza di intervenire sulla "perdita di apprendimento", adottando nella gestione delle riaperture delle scuole, in mancanza di una linea strategica comune, misure diversificate e provvedimenti autonomi.

Think-Pair-Share (Penso-Scambio-Condivido): la coppia che ragiona insieme

Il Think-Pair-Share è una strategia di apprendimento collaborativo proposta per la prima volta da Frank Lyman dell'Università del Maryland, nel 1981. Il ricercatore mirava attraverso questa tecnica ad aiutare lo studente a comprendere il concetto di un determinato argomento, sviluppare la capacità di filtrare le informazioni e formulare un'idea o un pensiero e a trarre conclusioni; nonché a migliorare la partecipazione e la comunicazione in classe.

La valutazione come strategia didattica

La nuova valutazione, rimettendo al centro del processo valutativo il percorso formativo dell’alunno, richiede un importante cambio di paradigma. Essa diventa una strategia didattica che, insieme a tutte le altre, concorre al successo formativo dell'allievo.

Il disegno dei bambini: cosa osservare

Generalmente il bambino attraverso il disegno non riproduce la realtà percepita ma disegna ciò che prova, i propri bisogni, stati d’animo, desideri, paure, la posizione che sceglie di assumere nel mondo in cui vive. Pertanto, l’espressione grafica artistica è una modalità espressiva sia a livello cognitivo, emotivo e affettivo, da stimolare e comprendere.

Quando il conflitto insegnante - allievo non può essere risolto

I conflitti che si creano tra insegnanti e studenti e che difficilmente potranno essere risolti sono quelli che riguardano divergenze di opinioni, collisione di valori, di idee o modi di vivere. In questo caso l’insegnante deve trovare la forza dentro di sé di accettare serenamente di non poter risolvere il conflitto.

La relazione educativa a scuola

A scuola, un attaccamento sicuro con l’insegnante influisce sull’apprendimento scolastico sull’autostima, sul rapporto con l’errore.

Il bullismo

Da una ricerca Istat del 2014 emerge che il 50% dei bambini/adolescenti tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso da parte dei compagni nei 12 mesi precedenti e il 19,8% è una vittima assidua di episodi caratteristici di bullismo.

Ci diamo del TU oppure del LEI

Attualmente assistiamo al diffondersi dell’uso di registri più colloquiali e diretti. Se un genitore si dovesse rivolgere all’insegnante utilizzando il “tu”, l’insegnante potrebbe avere il dubbio su come comportarsi nell’interlocuzione. Proviamo a riflettere insieme sull’argomento.

Sentirsi parte del gruppo classe

Quando un bambino è veramente integrato in un gruppo classe senza vivere marginalmente all'interno di esso? Sicuramente è ben integrato quando sperimenta il bisogno di appartenenza, controllo e affetto.

Potere ai docenti o agli allievi ? I metodi tradizionali di risoluzione dei conflitti a scuola

Nel metodo autoritario e in quello permissivo il potere dell’insegnante o dell’allievo gioca il ruolo fondamentale per vincere il conflitto ed ottenere la soluzione migliore per la parte vincente.


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