Perché Counseling e Scuola

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Burnout: cosa dice la legge

Secondo l’articolo 6 dell’Accordo Europeo sullo stress lavorativo è dovere del datore di lavoro stabilire delle misure per prevenire lo stress ed attuarle.

Trattare con alunni difficili: le fasi di azione secondo Robert J. Marzano

Ogni insegnante è consapevole che molti studenti hanno necessità differenti nella sfera mentale, comportamentale e relazionale e hanno bisogno di un’attenzione in più per riuscire a mettere in atto atteggiamenti adeguati al contesto sociale nel quale si trovano. Marzano sostiene che l’insegnante deve promuovere comportamenti adeguati al contesto e calibrare le proprie strategie didattiche ai differenti bisogni degli allievi.

Promuovere un clima di classe positivo

A livello di organizzazione didattica sarebbe opportuno, tenendo sempre presente il raggiungimento delle competenze fondamentali, garantire ad ogni studente la possibilità di sviluppare le proprie risorse e i propri talenti attraverso una proposta formativa diversificata, che permetta di coltivare le proprie potenzialità cognitive

Valorizzare gli aspetti positivi degli studenti: i rinforzi

Dal punto di vista educativo, focalizzarsi maggiormente sui comportamenti negativi messi in atto dall'allievo può risultare, oltre che inutile, anche nocivo per le relazioni in classe.

Le 7 espressioni verbali da utilizzare per costruire un clima di classe positivo

È possibile imparare a usare un linguaggio efficace e adeguato, finalizzato a costruire relazioni positive e funzionali all’apprendimento. Attraverso la pratica riflessiva e la consapevolezza osservativa si può utilizzare un linguaggio che sia supportivo sia all’apprendimento sia alla costruzione del gruppo classe.

Ci diamo del TU oppure del LEI

Attualmente assistiamo al diffondersi dell’uso di registri più colloquiali e diretti. Se un genitore si dovesse rivolgere all’insegnante utilizzando il “tu”, l’insegnante potrebbe avere il dubbio su come comportarsi nell’interlocuzione. Proviamo a riflettere insieme sull’argomento.

La relazione scuola-famiglia

La famiglia viene considerata il primo contesto formativo del bambino e la scuola il primo luogo di socializzazione in cui la formazione viene sistematizzata. Nel momento in cui il bambino entra a scuola avviene, tra genitori e insegnanti, un primo confronto sull’idea di bambino.

Accogliere nella scuola dell'infanzia: le relazioni insegnanti-genitori

L’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia è contraddistinto prevalentemente dalle fasi del Separarsi e del Ritrovarsi, tipiche del passaggio casa-scuola; queste richiedono una specifica attenzione per la particolare valenza emotiva e sociale di cui sono portatrici.

Apprendimento al tempo di internet: tra surfismo e immersione

Un primo passo è quello di non considerare marginale il rapporto che l’esperienza digitale ricopre nel quadro della realizzazione dei compiti evolutivi dell'adolescente.


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