Gli insegnanti tra stress e burnout: lo studio Getsemani e la ricerca ETUCE

Lo studio Getsemani, partendo dall’analisi dei verbali relativi agli accertamenti sanitari per l’inabilità al lavoro, svolti dai collegi medici, nella prima fase di studio relativa al periodo 1/92 e 12/01 ha potuto osservare la composizione della popolazione che ha presentato questa domanda, la tipologia delle patologie, la presenza e severità delle patologie psichiatriche tra gli insegnanti. L'indagine condotta dai sindacati degli insegnanti (European Trade Union Commitee for Education, ETUCE, 2007) mette in luce come il carico di lavoro insieme con la moltiplicazione delle aree di responsabilità e ruoli costituiscono i principali fattori di stress per gli insegnanti.


La relazione educativa è una forma di relazione d’aiuto che presuppone l’impegno da parte dell’insegnante a prendersi cura della formazione e della crescita degli studenti. Gli insegnanti sono chiamati continuamente a mettere in atto interventi di aiuto, sostegno, ascolto, contenimento, si trovano quotidianamente di fronte a bisogni e problemi differenti tra di loro, ad alunni ribelli, demotivati con bassa autostima o presuntuosi e si sentono in dovere di aiutarli nel percorso di crescita e di apprendimento. Questa responsabilità implica un importante coinvolgimento e un costo emotivo molto alto, a volte non riconosciuto dalla società.
In questo periodo storico i docenti si trovano anche a doversi adattare, senza adeguata formazione, alle numerose riforme del sistema scolastico, a padroneggiare le nuove forme di comunicazione richieste dalle nuove tecnologie, a gestire nuove modalità didattiche dovute alla nuova realtà multietnica, a modificare le prassi di relazione consolidate con i genitori e gli studenti, ad assumere nuove modalità di rapportarsi alla cultura e a quelli che sono stati i tradizionali mezzi di trasmissione privilegiata, a dover fronteggiare la riduzione delle risorse messe a disposizione dall’organizzazione. Questo porta con sè nuove sfide, nuove opportunità ma anche effetti di disorientamento e senso di insicurezza che possono provocare nell’insegnante stress o bournout.
Lo studio Getsemani, partendo dall’analisi dei verbali relativi agli accertamenti sanitari per l’inabilità al lavoro, svolti dai collegi medici, nella prima fase di studio relativa al periodo 1/92 e 12/01 ha potuto osservare la composizione della popolazione che ha presentato questa domanda, la tipologia delle patologie, la presenza e severità delle patologie psichiatriche tra gli insegnanti. E’ emerso che la patologia psichiatrica risulta essere quella prevalente tra le domande di inabilità ed è significamente molto superiore nella categoria degli insegnanti senza distinzione di sesso e di livello di insegnamento. La maggior parte (75,1%) delle richieste per cause psichiatriche da parte degli insegnanti è stata riconosciuta come condizioni di “inabilità relativa alle mansioni esercitate” contro il 36% da parte delle altre categporie di lavoratori. Nella seconda fase dello studio Getsemani i ricercatori hanno confrontato la prevalenza di psicopatia tra le diverse categorie professionali esaminando i verbali (3049) nell’archivio di Milano relativi al decennio 01/1992-12/2001. Questa analisi ha confernato i risultati ottenuti nella prima fase. Gli insegnanti presentano un rischio di patologia doppia rispetto agli altri dipendenti pubblici. La situazione rilevata dallo studio Getsemani rileva quindi una situazione in controtendenza, sia relativamente ai luoghi comuni (gli insegnanti lavorano 18 ore a settimana, 24 nella primaria, fanno lunghissimi periodi di vacanza, ecc) sia rispetto ai dati proposti nel 2001 dalla Commissione europea Occupazione e affari sociali che presentano la figura dell’insegnante come quella a minore rischio di stress. L’indagine condotta dai sindacati degli insegnanti (European Trade Union Commitee for Education, ETUCE, 2007) mette in luce come il carico di lavoro insieme con la moltiplicazione delle aree di responsabilità e ruoli costituiscono i principali fattori di stress per gli insegnanti. Il comportamento degli allievi percepito come inaccettabile costituisce un crescente fattore di stress da tenere in considerazione e anche le classi sempre più numerose, un difficile clima scolastico e la mancanza di sostegno della Dirigenza giocano un ruolo molto importante. L’organizzazione, l’ambiente di lavoro e i processi (accordi sull'orario di lavoro, il contenuto e la divisione di compiti) vengono percepiti dai sindacati della scuola in modo preoccupato. Invece la mancanza di sostegno sociale da parte dei colleghi non vene visto come un fattore di stress importante. Chiaramente la retribuzione, la stabilità del lavoro e lo sviluppo della carriera sono considerati degli importante fattore di stress per i docenti e l’impatto di questi cambiamenti è ancora più significativo se è provocato da riforme nell'educazione settore, fatta senza consultare nessun parti sociali. Questa indagine si sofferma anche sullo stress creato dalla crescente presenza di alunni con bisogni speciali e alunni immigrati, e la mancanza di formazione complementare per docenti . Quando reazioni di stress persistono per un periodo di tempo più lungo, senza alcuna misura preventiva attuate sul posto di lavoro - riduzione del numero e / o l'intensità di stress - si possono creare delle conseguenze permanenti, e meno reversibili, per la salute dei lavoratori. Il punteggio medio degli indicatori dimostra che l'indicatore "burnout/depressione/esaurimento emotivo" è la tipologia di stress più frequente. E’ importante sottolineare che questo indicatore è la conseguenza e il prodotto di una esposizione a lungo termine sul luogo di lavoro.


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