Perché Counseling e Scuola

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Accogliere nella scuola dell'infanzia: le relazioni insegnanti-genitori

L’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia è contraddistinto prevalentemente dalle fasi del Separarsi e del Ritrovarsi, tipiche del passaggio casa-scuola; queste richiedono una specifica attenzione per la particolare valenza emotiva e sociale di cui sono portatrici.

Burnout: cosa dice la legge

Secondo l’articolo 6 dell’Accordo Europeo sullo stress lavorativo è dovere del datore di lavoro stabilire delle misure per prevenire lo stress ed attuarle.

La forza dell’immedesimazione: essere l’altro con il role playing. L’efficacia di una strategia didattica

La prima regola del role playing è: libertà; declinata come assenza di un canovaccio, di un copione già scritto che i bambini si ritrovano ad interpretare. Il docente anima la scena, garantisce l’azione costante, l’interazione, ma lascia ai bambini la libertà di essere l’altro: il personaggio, il diverso da sé.

Preparare il colloquio con i genitori

Il colloquio con i genitori deve essere pianificato in tutti i suoi aspetti, in modo da farlo diventare un momento di confronto tra le figure che si occupano dell’educazione dell’alunno.

La scuola digitale: dal ruolo alla relazione

Le nuove generazioni, vivendo all’interno di un ecosistema mediale - naturale contesto di formazione in cui si fruiscono o si producono contenuti digitali - non considerano più la scuola come unico luogo in cui acquisire i saperi.

Promuovere un clima di classe positivo

A livello di organizzazione didattica sarebbe opportuno, tenendo sempre presente il raggiungimento delle competenze fondamentali, garantire ad ogni studente la possibilità di sviluppare le proprie risorse e i propri talenti attraverso una proposta formativa diversificata, che permetta di coltivare le proprie potenzialità cognitive

Trasformare la ricerca in azione: il modello di gestione della classe di Robert J. Marzano

Gli insegnanti che investono nella qualità delle relazioni interpersonali con i loro allievi hanno, durante un anno scolastico, il 31% in meno di problemi legati alla disciplina, di violazione di regole e di questioni ad esse collegate, rispetto agli insegnanti meno capaci di instaurare efficaci relazioni con i propri studenti.

La struttura istituzionale e sub istituzionale del gruppo classe

Nel suo complesso, la classe può costituire un gruppo che però presenta caratteristiche e condizioni molto particolari che la differenziano fortemente dagli altri gruppi di cui gli allievi fanno parte. Queste caratteristiche sono proprie al tempo stesso di un grande e di un piccolo gruppo, sia per dimensioni che per modalità di interazioni possibili.

Il bullismo a scuola

La mancata denuncia degli atti di bullismo è dovuta da un lato dalla paura delle ritorsioni dall'altro dalla regola implicita che è proibito ricorrere ad un aiuto esterno per risolvere i problemi che nascono all'interno di un gruppo.

Il disegno dei bambini: cosa osservare

Generalmente il bambino attraverso il disegno non riproduce la realtà percepita ma disegna ciò che prova, i propri bisogni, stati d’animo, desideri, paure, la posizione che sceglie di assumere nel mondo in cui vive. Pertanto, l’espressione grafica artistica è una modalità espressiva sia a livello cognitivo, emotivo e affettivo, da stimolare e comprendere.


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