Perché Counseling e Scuola

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

La valutazione come strategia didattica

La nuova valutazione, rimettendo al centro del processo valutativo il percorso formativo dell’alunno, richiede un importante cambio di paradigma. Essa diventa una strategia didattica che, insieme a tutte le altre, concorre al successo formativo dell'allievo.

Collaborare per risolvere i conflitti: il metodo senza perdenti

Il metodo prevede che le parti che agiscono il conflitto possano collaborare tra di loro e contribuire alla sua risoluzione, trovando una proposta che possa essere accettabile per entrambe, dove nessuna delle due parti debba subire il potere e l’autorità dell’altra.

Resistere insieme per esistere

Come asserisce Piero Bertolini (2002) “un autentico educatore non può che essere ottimista […]. Se un educatore è ottimista è portato ad aiutare il bambino a essere anche lui ottimista, cioè a essere orientato verso un modo di vivere che lo veda attivo, consapevole di poter intervenire nella realtà per trasformarla, per trasformarla in qualcosa di migliore”.

L’empowerment a scuola

Se consideriamo come obiettivo fondamentale della pedagogia quello di permettere la completa realizzazione della persona e il pieno sviluppo delle sue potenzialità, viene da sé che l’insegnamento dovrebbe essere orientato ad attivare il senso di empowerment di ogni singolo allievo al fine di renderlo parte attiva all’interno di una comunità competente.

Scuola-Famiglia: alla ricerca di uno spazio condiviso

La famiglia rivendica uno spazio “famiglia” in cui il bambino fonda la sua personalità e che, almeno all’inizio, la scuola non conosce e la scuola esige uno spazio “scuola” che le appartiene e che sente di poter regolare.

Prevenire l’insuccesso scolastico attraverso la lettura ad alta voce

L’esposizione alla lettura ad alta voce è un fondamentale fattore protettivo per la prevenzione dell’insuccesso e dell’abbandono scolastico e rappresenta una vera e propria didattica che può essere introdotta nel curriculum educativo al fine di ottenere vantaggi interni ed esterni al sistema scolastico.

Agire l’empowerment nella collaborazione tra docenti

Un insegnante che si prende cura del proprio allievo, che lo aiuta nell’acquisizione di competenze di autostima e di autoefficacia ha il dovere di essere consapevole dello stato di sviluppo di questi costrutti dentro di sé.

Nati per Leggere a Fiumicino: l'esperienza dello Spazio di Ascolto

All’interno del complesso paesaggio educativo è necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia. La costruzione di rapporti di fiducia tra le famiglie e le agenzie educative del territorio diventano, quindi, fattori di protezione rilevanti e indispensabili.

Trasformare la ricerca in azione: il modello di gestione della classe di Robert J. Marzano

Gli insegnanti che investono nella qualità delle relazioni interpersonali con i loro allievi hanno, durante un anno scolastico, il 31% in meno di problemi legati alla disciplina, di violazione di regole e di questioni ad esse collegate, rispetto agli insegnanti meno capaci di instaurare efficaci relazioni con i propri studenti.

Per un buon insegnamento le qualità immateriali contano più delle migliori strategie

La relazione instaurata con gli studenti è un aspetto fondante dell’apprendimento e gli stessi studenti intervistati da Moore per un progetto di ricerca nel 2000 sulle migliori pratiche per insegnare, confermano come abbiano appreso meglio quando il proprio insegnante “li vede e li ascolta come individui, li aiuta a capire i loro punti di forza e quando permette loro di collegare ciò che stanno imparando con le loro aspirazioni future”.


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