Counseling e Scuola: educare nella complessità

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Che cosa influenza l’apprendimento a scuola

Nel 1993 fu pubblicata una ricerca di Margaret C. Wang, Geneva D. Haertel and Herbert J. Walpert dal titolo What Helps Student Learn? che aveva l’obiettivo ambizioso di individuare quali fossero i fattori che influenzavano l’apprendimento degli studenti e che può essere considerata un momento fondamentale per la comprensione delle dinamiche educativo – didattiche e per la gestione della classe.

Making Learning and Thinking Visible: rivoluzionare l'apprendimento in classe

Negli ultimi anni, educatori e ricercatori hanno lavorato sodo per sviluppare nuovi approcci pedagogici che rendano l'apprendimento più efficace, coinvolgente e significativo. Uno di questi approcci è noto come "Making Learning and Thinking Visible" (MLTV), strategia sviluppata dal Progetto Zero dell'Università di Harvard. Ma cosa è Making Learning and Thinking Visible?

Comunicare in modo efficace con le famiglie degli alunni

Il colloquio con i genitori, che è parte integrante della professione dell'insegnante, nei casi di situazioni critiche diventa fonte di conflitto con le famiglie e motivo di forte frustrazione per gli insegnanti.

Le 7 espressioni verbali da utilizzare per costruire un clima di classe positivo

È possibile imparare a usare un linguaggio efficace e adeguato, finalizzato a costruire relazioni positive e funzionali all’apprendimento. Attraverso la pratica riflessiva e la consapevolezza osservativa si può utilizzare un linguaggio che sia supportivo sia all’apprendimento sia alla costruzione del gruppo classe.

Il burnout dell'insegnante

In una ricerca condotta sul tema dello stress nella scuola su insegnanti di scuole elementari, medie inferiori e superiori, pubblicata in Come logora insegnare, a cura di Luigi Acanfora, emerge che gli insegnanti, nonostante si trovino a vivere in situazioni di pressione, continuano a mantenere alta la considerazione che attribuiscono al proprio lavoro ma che, nel contempo, avvertono in alte percentuali stati d’ansia e tensione emotiva (55% circa degli intervistati) e la fatica (32%) dovute al carico di lavoro.

Gli elementi che concorrono a condizionare la relazione tra insegnanti e allievi

La relazione tra insegnanti e allievi si fonda innanzitutto sull'immagine che ciascuno dei due membri della relazione ha del proprio status, del proprio ruolo e di quello dell'altro ed è condizionata dalla percezione che ciascuno ha del contesto nel quale prende avvio la relazione.

La relazione scuola-famiglia

La famiglia viene considerata il primo contesto formativo del bambino e la scuola il primo luogo di socializzazione in cui la formazione viene sistematizzata. Nel momento in cui il bambino entra a scuola avviene, tra genitori e insegnanti, un primo confronto sull’idea di bambino.

La scuola digitale: dal ruolo alla relazione

Le nuove generazioni, vivendo all’interno di un ecosistema mediale - naturale contesto di formazione in cui si fruiscono o si producono contenuti digitali - non considerano più la scuola come unico luogo in cui acquisire i saperi.

Nascita del counseling per l'età evolutiva

Il Counselor per l’età evolutiva deve essere in grado di analizzare le risorse e le soluzioni che sono presenti nel problema stesso, deve utilizzare un'ottica sistemica per esaminare e pianificare le risoluzioni ad un problema, deve essere creativo e flessibile, in grado di mediare tra tutte le parti in conflitto, riuscire a pianificare e a selezionare gli strumenti e le tecniche corrette per fronteggiare le situazioni di criticità.

Valorizzare gli aspetti positivi degli studenti: i rinforzi

Dal punto di vista educativo, focalizzarsi maggiormente sui comportamenti negativi messi in atto dall'allievo può risultare, oltre che inutile, anche nocivo per le relazioni in classe.


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