Counseling e Scuola: educare nella complessità

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Le quattro cose che abbiamo imparato nell’era COVID

Al termine del secondo anno in cui la scuola ha fatto i conti con la più grande tragedia dal dopoguerra ad oggi, si può iniziare a guardare cosa sia andato bene in questo anno e mezzo di apprendimento a distanza al fine migliorare l’insegnamento e per liberarsi di tutte quelle pratiche educativo-didattiche soffocanti e ormai datate.

Trattare con alunni difficili: le fasi di azione secondo Robert J. Marzano

Ogni insegnante è consapevole che molti studenti hanno necessità differenti nella sfera mentale, comportamentale e relazionale e hanno bisogno di un’attenzione in più per riuscire a mettere in atto atteggiamenti adeguati al contesto sociale nel quale si trovano. Marzano sostiene che l’insegnante deve promuovere comportamenti adeguati al contesto e calibrare le proprie strategie didattiche ai differenti bisogni degli allievi.

La relazione scuola - famiglia: le parole per prendersene cura

Queste riflessioni sono il frutto degli incontri avuti con tanti genitori e insegnanti che si sono rivolti allo Spazio di Ascolto per genitori e insegnanti, attività del progetto locale Nati per Leggere a Fiumicino, di cui sono responsabile. Durante questi colloqui ho avuto il piacere e l’onore di ascoltare le esperienze dei genitori e dei docenti di fronte ai problemi dei bambini e quello che mi ha colpito sono state le richieste emerse: condivisione, autenticità, fiducia, sguardo, riconoscimento dell'altro. Sono sempre più convinta che sia possibile abbattere il muro che separa la famiglia dalla scuola.

La famiglia che cambia: il counseling come sostegno al cambiamento

La famiglia si trova a fare i conti con l’esigenza di trovare nuovi costrutti per connotarsi, darsi nuovi significati e nuove interpretazioni.

Ricucire le trame della relazione a scuola: l’accoglienza emotiva

Una scuola davvero attenta al tempo educativo dovrebbe partire dalla valorizzazione di tutte quelle esperienze informali vissute, durante il periodo di lockdown, dalle bambine e dai bambini nei loro contesti quotidiani di vita e aiutarli a riflettere sul significato che esse hanno portato nella loro vita, al fine di permettere agli alunni di riappropriarsi del quel tempo “scolastico” trascorso in maniera differente rispetto a quello di cui avevano esperienza.

Il bullismo

Da una ricerca Istat del 2014 emerge che il 50% dei bambini/adolescenti tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso da parte dei compagni nei 12 mesi precedenti e il 19,8% è una vittima assidua di episodi caratteristici di bullismo.

Il tramonto della Didattica a Distanza e la nascita della Didattica Digitale Integrata

Il Collegio dei Docenti, a partire da una cornice pedagogica e metodologica condivisa, dovrà definire criteri e modalità per erogare la Didattica Digitale Integrata, in un “equilibrato bilanciamento tra attività sincrone e asincrone”, modulando la progettazione dell’attività educativa e didattica in presenza con quella a distanza, anche in modalità complementare e mettendo tutti gli alunni, anche e soprattutto i più fragili, al centro del processo di insegnamento-apprendimento.

L'apprendimento cooperativo e le tre metafore della conoscenza

Nella società della conoscenza l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali

Sbagliare: scientificamente provato!

Sarebbe bella una scuola che davanti ad un "libbro", anziché un libro, non lasci semplicemente un’inorridita correzione in rosso, ma ci inventi sopra una bella storia, la storia di un libro più pesante e ricco degli altri… come La grammatica della Fantasia di Rodari suggerirebbe. Basterebbe un solo prefisso a rivoluzionare le idee sull’errore: da distruttivo a creativo.


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