Counseling e Scuola: educare nella complessità

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Chi si prende cura degli insegnanti

Si assiste a una crescente gogna mediatica nei confronti della categoria, con accuse di scarso impegno professionale, di un’insufficiente preparazione e senso di inadeguatezza nei confronti dell'evolversi della società e degli studenti.

Prevenire i problemi in classe modificando il contesto educativo

Gli insegnanti hanno sempre cercato di apportare delle migliorie al contesto scolastico nella convinzione che il miglioramento delle caratteristiche fisiche e psichiche di una classe possa prevenire una serie di problemi.

Leggere in classe per aprirsi alla relazione con l’altro

Spesso accade che della lettura si considerino prevalentemente gli aspetti legati alle capacità cognitive e al piano delle conoscenze, finendo con il trascurare la possibilità di arricchimento a livello di capacità comunicative, relazionali e di crescita.

Il burnout dell'insegnante

In una ricerca condotta sul tema dello stress nella scuola su insegnanti di scuole elementari, medie inferiori e superiori, pubblicata in Come logora insegnare, a cura di Luigi Acanfora, emerge che gli insegnanti, nonostante si trovino a vivere in situazioni di pressione, continuano a mantenere alta la considerazione che attribuiscono al proprio lavoro ma che, nel contempo, avvertono in alte percentuali stati d’ansia e tensione emotiva (55% circa degli intervistati) e la fatica (32%) dovute al carico di lavoro.

La prospettiva ecologica e sistemica per intervenire sul bullismo

Secondo la prospettiva ecologica, l'intervento su più livelli, permette di creare delle condizioni ambientali che favoriscono un adattamento positivo dell’individuo all'interno del contesto di vita.

Riconoscere i propri bisogni attraverso l'approccio gestaltico

L’approccio gestaltico focalizza l’attenzione sulla persona in cui il corpo, le emozioni, i sensi e la razionalità sono in connessione tra di loro.

Collaborare per promuovere lo star bene a scuola

Emerge chiaramente il ruolo e la funzione che deve avere la scuola in riferimento alla promozione dello stare bene dei bambini e degli insegnanti in direzione della prevenzione e non solo della “cura”.

La Didattica a Distanza per ESSERCI

Il primo aspetto su cui la scuola si trova a riflettere è come ritrovare quella quotidianità, quella rete di relazioni significative che costituisce il motore dell’apprendimento e dell’insegnamento.

L’empowerment a scuola

Se consideriamo come obiettivo fondamentale della pedagogia quello di permettere la completa realizzazione della persona e il pieno sviluppo delle sue potenzialità, viene da sé che l’insegnamento dovrebbe essere orientato ad attivare il senso di empowerment di ogni singolo allievo al fine di renderlo parte attiva all’interno di una comunità competente.

Il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria: cosa cambia davvero

Molti bambini vivono il passaggio con entusiasmo, altri con ansia o disorientamento. Le reazioni sono diverse e personali, ma spesso non dipendono soltanto da ciò che accade concretamente in classe, quanto da come questa transizione viene raccontata, anticipata e interpretata dagli adulti di riferimento.


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