Perché Counseling e Scuola

In un tempo molto breve c'è stato il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti che hanno portato a una modificazione del paesaggio educativo e dell’orizzonte culturale della scuola e della famiglia, definendo nuovi scenari imprevedibili e, spesso, difficili da controllare.
All’interno del complesso paesaggio educativo diventa necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali, soprattutto tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia, secondo un circuito di scambio, di rispetto dei relativi ambiti di esperienza e di valorizzazione delle esperienze.

La complessità che connota, quindi, la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione della maturazione della persona sia la priorità della comunità educante.
Diventa così necessario che tutti gli elementi del sistema si attivino per promuovere lo sviluppo nella e della comunità, immaginando un progetto evolutivo di crescita e maturazione nell’ottica dell’empowerment e dell’autoefficacia.
Ed è proprio in questo contesto che la pratica del counselling scolastico esprime al meglio le sue caratteristiche come mediatore dei processi di trasformazione, come opportunità di crescita in situazioni “critiche”, come intervento di aiuto per l’individuazione e l’uso delle risorse soggettive e comunitarie disponibili, al fine di creare comunità educative resilienti. 

Fra le finalità di ogni intervento di counselling scolastico c’è quella di valorizzare le risorse dell’individuo, dell’ambiente e della comunità scolastica al fine di permettere agli insegnanti, ai genitori e agli alunni di governare processi di cambiamento all’interno della complessità educativa.

Sentirsi parte del gruppo classe

Quando un bambino è veramente integrato in un gruppo classe senza vivere marginalmente all'interno di esso? Sicuramente è ben integrato quando sperimenta il bisogno di appartenenza, controllo e affetto.

Chi si prende cura degli insegnanti

Si assiste a una crescente gogna mediatica nei confronti della categoria, con accuse di scarso impegno professionale, di un’insufficiente preparazione e senso di inadeguatezza nei confronti dell'evolversi della società e degli studenti.

Nati per Leggere a Fiumicino: dalla comunità educante allo Spazio di Ascolto

La complessità che connota la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie rende necessario immaginare un nuovo orizzonte culturale, in cui la promozione del benessere, inteso non solo come condizione positiva ma come capacità di affrontare situazioni di difficoltà, sia la priorità della comunità educante.

Gli insegnanti tra stress e burnout: lo studio Getsemani e la ricerca ETUCE

Lo studio Getsemani, partendo dall’analisi dei verbali relativi agli accertamenti sanitari per l’inabilità al lavoro, svolti dai collegi medici, nella prima fase di studio relativa al periodo 1/92 e 12/01 ha potuto osservare la composizione della popolazione che ha presentato questa domanda, la tipologia delle patologie, la presenza e severità delle patologie psichiatriche tra gli insegnanti. L'indagine condotta dai sindacati degli insegnanti (European Trade Union Commitee for Education, ETUCE, 2007) mette in luce come il carico di lavoro insieme con la moltiplicazione delle aree di responsabilità e ruoli costituiscono i principali fattori di stress per gli insegnanti.

La noia che fa crescere: perché i bambini ne hanno bisogno

La noia non è un problema da risolvere, ma un’occasione preziosa per lo sviluppo dei bambini. In un mondo pieno di stimoli, imparare a stare nel vuoto fertile è fondamentale per coltivare creatività, autonomia e immaginazione. La noia non deve essere considerato un ostacolo ma una risorsa educativa da valorizzare.

Think-Pair-Share (Penso-Scambio-Condivido): la coppia che ragiona insieme

Il Think-Pair-Share è una strategia di apprendimento collaborativo proposta per la prima volta da Frank Lyman dell'Università del Maryland, nel 1981. Il ricercatore mirava attraverso questa tecnica ad aiutare lo studente a comprendere il concetto di un determinato argomento, sviluppare la capacità di filtrare le informazioni e formulare un'idea o un pensiero e a trarre conclusioni; nonché a migliorare la partecipazione e la comunicazione in classe.

L'apprendimento cooperativo e le tre metafore della conoscenza

Nella società della conoscenza l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali

L'adolescente a scuola tra potere e autorità

Le aspettative della società, alle quali l'adolescente si trova a sottostare, a soddisfare o ad esserne sopraffatto, condizionano profondamente lo sviluppo della sua identità.

La scuola digitale: dal ruolo alla relazione

Le nuove generazioni, vivendo all’interno di un ecosistema mediale - naturale contesto di formazione in cui si fruiscono o si producono contenuti digitali - non considerano più la scuola come unico luogo in cui acquisire i saperi.

Costruire la coesione del gruppo classe

Lavorare sulla costruzione del gruppo classe non è sempre facile ma ci sono dei mezzi che possono facilitare le azioni in questa direzione.


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