Perché Counseling e Scuola

Il benessere in classe rappresenta uno dei principali fattori di protezione per il successo formativo. La scuola, pertanto, contesto sistemico molto complesso, oltre ad essere il luogo in cui si forniscono i contenuti del sapere deve investire sulla promozione delle variabili emotive ed affettive che si legano strettamente con l’apprendimento. Il docente si trova così a dovere rispondere a nuove richieste, ad indossare nuove vesti e acquisire una serie di competenze che vadano a promuovere e a sviluppare le componenti affettive, emotive e le relazioni in classe. L’educazione positiva o alla felicità diventa così un metodo di lavoro e una sfida verso cui tendere per favorire la maturazione consapevole della donna e dell’uomo futuro. Un uso variegato e articolato delle tecniche di counseling permette di attivare e valorizzare le risorse relazionali presenti nei bambini e negli insegnanti.

Prevenire i problemi in classe modificando il contesto educativo

Gli insegnanti hanno sempre cercato di apportare delle migliorie al contesto scolastico nella convinzione che il miglioramento delle caratteristiche fisiche e psichiche di una classe possa prevenire una serie di problemi.

Quando il conflitto insegnante - allievo non può essere risolto

I conflitti che si creano tra insegnanti e studenti e che difficilmente potranno essere risolti sono quelli che riguardano divergenze di opinioni, collisione di valori, di idee o modi di vivere. In questo caso l’insegnante deve trovare la forza dentro di sé di accettare serenamente di non poter risolvere il conflitto.

Gestire la classe nella pratica didattica

A volte si dà per scontato che l’alunno sia pronto ad accogliere qualsiasi proposta didattica venga presentata e quando si riscontra noia o demotivazione si pensa derivi dalla scarsa voglia di apprendere. In realtà ormai le ultime ricerche sulla motivazione confermano come sia fondamentale agire su quella intrinseca attraverso attività che siano vicine alla vita degli studenti e ne soddisfino i loro reali bisogni.

Ci diamo del TU oppure del LEI

Attualmente assistiamo al diffondersi dell’uso di registri più colloquiali e diretti. Se un genitore si dovesse rivolgere all’insegnante utilizzando il “tu”, l’insegnante potrebbe avere il dubbio su come comportarsi nell’interlocuzione. Proviamo a riflettere insieme sull’argomento.

Costruire una relazione d'aiuto efficace

Si va verso l’altro se c’è fiducia nell’altro, se si condivide un progetto di crescita e di formazione, se si è disposti a lavorare fianco a fianco, prendendo una direzione comune e condivisa.

Il conflitto a scuola

Compito della scuola, quindi non è la riduzione del numero dei conflitti, che vista l’eterogeneità degli studenti, è pressoché impossibile, ma quello di educare gli studenti a risolvere i conflitti in modo costruttivo al fine di soddisfare le proprie esigenze, i propri bisogni e acquisire abilità di risoluzione dei conflitti spendibili all'esterno.

Il fenomeno del cyberbullismo: caratteristiche e prevenzione

Molto spesso il confine tra uso improprio della tecnologia e uso crudele di essa è sottile, in quanto chi agisce nell'anonimato difficilmente ha percezione e consapevolezza della gravità delle sue azioni e, nello stesso tempo, il controllo morale interno viene meno.

Collaborare per promuovere il benessere a scuola

Emerge chiaramente il ruolo e la funzione che deve avere la scuola in riferimento alla promozione del benessere fisico, psichico e sociale dei bambini e degli insegnanti in direzione della prevenzione e non solo della “cura”.

L'adolescente a scuola tra potere e autorità

Le aspettative della società, alle quali l'adolescente si trova a sottostare, a soddisfare o ad esserne sopraffatto, condizionano profondamente lo sviluppo della sua identità.


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