Agire la relazione d'aiuto a scuola

La relazione di aiuto può essere rappresentata secondo un modello a quattro fasi: le prime due derivate dall’approccio non direttivo di Carl Rogers e le altre due di impostazione comportamentista.


Prendersi cura dello studente, della sua crescita, della sua auto-realizzazione e auto-determinazione caratterizza una efficace relazione educativa. Secondo il modello di Carkhuff (1989) la relazione di aiuto può essere rappresentata secondo uno schema a quattro fasi: le prime due derivate dall’approccio non direttivo di Carl Rogers e le altre di impostazione comportamentista.

  1° fase L'ASCOLTO
Secondo il modello rogersiano l’ascolto è indirizzato sia al contenuto sia agli aspetti non verbali (emozioni, sentimenti) che presenta lo studente.  E’ importante ascoltare con attenzione, mettersi “nei panni dell’altro” concentrarsi su quanto dice con le parole sia su ciò che esprime con la mimica, con il corpo, con la gestualità, con il movimento. Diventa fondamentale riconoscere l’altro, i suoi vissuti, le sue emozioni, gli stati d’animo. Ascoltare l’altro senza giudicare, senza indagare, senza diagnosticare, senza soluzionare.

  2° fase LA RISPOSTA
L'ascolto non è sufficiente occorre dare delle risposte alle richieste degli studenti. Come rispondere? Sicuramente non in modo frettoloso, dando delle soluzioni immediate ai problemi. Occorre “mettersi nei panni di “ provare a sentire gli stati d’animo dell’altro, essere com-prensivi e cercare di entrare realmente e sinceramente nel problema dell’altro.

  3° fase IL PRIMO PASSO
Secondo l’approccio comportamentista l’individuo è un organismo attivo che definisce i comportamenti in relazione agli stimoli dell’ambiente. Il soggetto agisce sull’ambiente per avere la soddisfazione ai suoi bisogni o per conseguire un cambiamento.
In caso di problemi  presentati dagli studenti dopo averli ascoltati è fondamentale aiutarli concretamente a fare il primo passo per cambiare, dando fiducia alle loro risorse, promuovendo la competenza affettiva, metacognitiva e autoriflessiva.

  4° fase L'AZIONE
A questo punto la relazione diventa sempre più collaborativa, autentica, si può organizzare un ambiente accogliente, una rete di aiuto ben calibrata sui bisogni presentati e che sostiene il percorso legato al cambiamento.


Un insegnante che ha una concezione positiva dello studente come soggetto teso all’autorealizzazione, facilita l'accettazione dei momenti di disagio, permette di esplorare le difficoltà, recuperare le risorse, maturare il senso di empowerment e assumere delle decisioni che orientino in modo fattivo l’azione.  


X Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su accetto, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.
Accetto