L'apprendimendo cooperativo e le tre metafore della conoscenza

Nella società della conoscenza l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali


Nel suo articolo “One two  Metaphors for learning and the dangers of choosing just one” Anna Sfard (1998) teorizza due modelli principali di pensare alla acquisizione della conoscenza: la metafora dell’acquisizione e la metafora della partecipazione.
La prima reputa la mente una sorta di contenitore e l'apprendimento viene considerato un processo che riempie tale contenitore. La conoscenza viene intesa quindi come la capacità di una mente individuale di utilizzare e applicare in nuove situazioni le conoscenze acquisite attraverso il processo trasmissivo.
Nella seconda metafora - metafora della partecipazione - l'apprendimento viene considerato un processo di partecipazione a diverse pratiche culturali e il processo si focalizza sulle attività più che sui risultati e prodotti. L'apprendimento, quindi, viene considerato un aspetto della partecipazione e le conoscenze e il sapere non possono essere separate dalle situazioni nelle quali vengono utilizzate. Anna Sfard conclude la sua analisi, teorizzando il valore di entrambe le prospettive che, anche se apparentemente in antitesi, si completano a vicenda.
Paavola, Lipponen e Hakkarainen (2004), riprendendo il lavoro di Anna Sfard, ritengono che ci sia spazio per una terza metafora dell’apprendimento: l'apprendimento come creazione di nuove conoscenze all’interno di una comunità.
Essi affermano che nella società della conoscenza, come viene denominato il contesto attuale, l'obiettivo principale di una comunità di apprendimento non è solo imparare qualcosa, migliorare i propri stati mentali ma saper risolvere problemi, dare origine a nuovi pensieri, creare conoscenza condivisa per lo sviluppo di artefatti concettuali. Quindi, secondo gli autori, l’istituzione scolastica, per affrontare le sfide educative attuali, deve riorientare la propria azione formativa, favorendo il passaggio da una conoscenza come trasmissione e condivisione a una conoscenza come creazione.
Come coniugare l'apprendimento cooperativo con la prospettiva della terza metafora?
Senza dubbio l’apprendimento cooperativo ha offerto un contributo importante all’evoluzione della genesi della conoscenza, favorendo il passaggio dalla conoscenza come acquisizione alla conoscenza come condivisione che nasce all'interno di una comunità di apprendimento ma ancora c’è molto da fare per accompagnare la scuola verso la sfida educativa proposta dalla terza metafora. Questo perché, sebbene in una comunità che apprende sia necessaria la cooperazione, una comunicazione efficace, e competenze sociali di livello, ancora queste abilità, date per scontate dagli insegnanti, non sono acquisite dagli studenti che, d’altro canto, si trovano a vivere in una società individualistica e segnata dalla competizione. Ci viene però in aiuto ancora una volta il paradigma dell’apprendimento cooperativo che può essere utilizzato anche con questo scopo; per fare acquisire le competenze sociali utili per lo svolgimento del compito di apprendimento, finalizzato alla creazione di nuovi artefatti concettuali.
Il training per lo sviluppo delle competenze sociali (Johnson e Johnson 2005; Cacciamani 2008) può essere articolato in quattro fasi di lavoro.
1° Fase – Comprensione dell’importanza dell’acquisizione della competenza sociale
La prima fase, è una fase motivazionale, finalizzata a far comprendere agli studenti quanto sia importante la competenza sociale, oggetto di acquisizione. In un primo momento si andrà ad esplicitare la motivazione per la quale i ragazzi devono sviluppare un saper fare di questo genere e, partendo da situazioni personali, si cercherà di far emergere il valore di queste competenze sociali.
2° Fase – Formulazione di una definizione chiara della competenza che si va ad acquisire
Nella seconda fase si lavorerà su una definizione condivisa della competenza oggetto del training che va analizzata nelle sue manifestazioni verbali e non verbali. A tale proposito si potrà utilizzare uno strumento denominato “T Chart”.
Si costruisce una tabella nella quale viene indicata, in alto sull’asse orizzontale, la competenza che si intende far acquisire, e nelle due colonne, si definiscono i comportamenti verbali e non verbali- paraverbali che la descrivono in modo oggettivo e univoco.

CHIEDERE AIUTO
Cosa sento (verbale) Cosa vedo (non verbale - paraverbale)
Per favore mi potresti dare? Tono gentile
Vorresti venire con me? Modi garbati
Ti posso chiedere un favore? Sorriso
 
 
 
 
 
 



T Chart per l’acquisizione dell’abilità “Chiedere aiuto”

3° Fase – Messa in pratica guidata
Nella terza fase si farà sperimentare agli studenti la competenza descritta. Inizialmente l'insegnante farà da modello e successivamente, attraverso attività di Role Play, si simuleranno delle situazioni in cui si richiede l’uso di questa abilità.  Al termine verrà proposta una discussione finale nella quale si individueranno i punti di forza, di criticità e aspetti di miglioramento della competenza.

4° Fase – Creazioni di occasioni per favorire la messa in pratica spontanea
Nell’ultima fase si cercherà di mettere in pratica la competenza acquisita all’interno di una situazione di apprendimento cooperativo reale, nella quale si inviteranno gli studenti ad utilizzare la competenza sperimentata.

Per concludere, possiamo confermare che attraverso l’apprendimento cooperativo è possibile creare una comunità in cui si utilizzano le competenze sociali acquisite, non solo per creare nuove conoscenza ma anche per promuovere una tessitura innovativa dei rapporti interpersonali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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