Collaborare per risolvere i conflitti: il metodo senza perdenti

Il metodo prevede che le parti che agiscono il conflitto possano collaborare tra di loro e contribuire alla sua risoluzione, trovando una proposta che possa essere accettabile per entrambe, dove nessuna delle due parti debba subire il potere e l’autorità dell’altra.


Utilizzando il metodo senza perdenti è possibile risolvere i conflitti in modo tale che nessuna delle due parti possa provare risentimento e rabbia. Questa modalità di risoluzione dei conflitti potrebbe attuare una trasformazione costruttiva dell’intero sistema scolastico in quanto tratta la radice del problema e non i sintomi dello stesso. Il metodo prevede che le parti che agiscono il conflitto possano collaborare tra di loro per contribuire alla sua risoluzione, trovando una proposta che possa essere accettabile per entrambe e in cui nessuna parte subisca il potere e l'autorità da parte dell'altra. E’ un processo che prevede numerose interazioni e che implica che le due parti- insegnante e studente - collaborino per trovare una soluzione che soddisfi le loro esigenze. Non è importante chi trovi la soluzione ma è importante che soddisfi entrambi. Il potere non è più un elemento fondante della relazione educativa, l’insegnante non ha necessità di ricorrere ad esso e lo studente, che percepisce ciò, non ha necessità di esercitarne uno uguale e contrario. Gli insegnanti, al fine di utilizzare al meglio il metodo suddetto dovranno padroneggiare la tecnica dell’ascolto attivo, del messaggio io e della riformulazione che permetterà loro di esprimere le proprie esigenze senza biasimare i comportamenti dei propri studenti. Il docente dovrà esplicitare chiaramente il fatto che ci sia un problema da risolvere e che chiede la collaborazione delle parti interessate per aiutarlo nella risoluzione, facendo attenzione a esplicitare l’esigenza problematica ma non la soluzione.
Il metodo è un processo a sei fasi mutuato dal metodo scientifico proposto da John Dewey.
Le fasi:
-Identificare il problema
-Definire le possibili soluzioni
-Valutare le soluzioni trovate
-Individuare la situazione migliore
-Decidere come attuare la soluzione individuata
-Verificare che la soluzione trovata abbia risolto il problema
-Esaminiamo nel dettaglio ogni singola fase:

Identificare il problema
La prima fase del processo è in genere la più critica. Diventa importante coinvolgere solo gli studenti che hanno a che fare con il confitto. L’insegnante deve illustrare chiaramente quale sia il problema e la modalità per risolverlo, in modo che gli studenti siano rassicurati sul fatto che non saranno raggirati. E’ importante che il docente, utilizzando la tecnica del messaggio-io, chiarisca rispetto al problema i propri sentimenti senza drammatizzarli, e che indichi solo le esigenze e gli stati d’animo che prova, senza proporre soluzioni. E’ importante usare la tecnica dell’ascolto attivo per permettere agli studenti di far emergere le proprie esigenze in quanto anche loro potrebbero avere difficoltà a distinguerle dalle soluzioni. L’insegnante dovrà assicurarsi di avere il tempo necessario per analizzare il conflitto e cercare, se possibile, anche di risolverlo.
Definire le possibili soluzioni
Una volta analizzato il problema gli studenti, per primi, e poi anche gli insegnanti, proporanno le possibili soluzioni. Le soluzioni trovate, trascritte magari alla lavagna, non dovranno essere soggette a valutazione. Si dovrà sollecitare la partecipazione di tutti attraverso l’uso espressioni facilitanti, senza chiedere giustificazioni alle soluzioni proposte.
Valutare le soluzioni trovate
A questo punto si analizzeranno le soluzioni proposte e si cancelleranno quelle che ricevono anche solo una valutazione negativa. Attraverso l’uso di espressioni facilitanti e dell’ascolto attivo si dovrà permettere a tutti di esprimere le proprie opinioni rispetto alle soluzioni proposte e accertarsi che tutti possano avere compreso le opinioni di tutti. E’ importante che ognuno possa difendere la propria opinione. Questa fase può essere lunga e complessa e necessita di tanta calma e molto tempo.
Individuare la situazione migliore
Una volta individuata la soluzione che mette tutti d’accordo bisogna accertarsi che sia davvero così. Diventa importante cercare di trovare una modalità per far sottoscrivere a tutti la soluzione prescelta facendo, ad esempio, firmare una dichiarazione di accettazione della soluzione.
Decidere come attuare la soluzione individuata
Una volta decisa la soluzione diventa importante stabilire come applicarla cercando di trovare anche un sistema di riferimento comune. Non c’è niente di più frustante di non poter applicare la soluzione scelta.
Verificare che la soluzione trovata abbia risolto il problema
Una volta trovata e applicata la soluzione è fondamentale accertarsi che la soluzione abbia sanato realmente il conflitto. Per accertarsi di questo si possono convocare di nuovo i partecipanti e chiedere loro se il conflitto sia stato realmente risolto. In caso contrario è opportuno cercare di capire cosa non abbia funzionato.

In conclusione si può affermare che il metodo senza perdenti genera collaborazione, pensiero creativo, sviluppa e mette in gioco le risorse dei singoli che diventano più responsabili e più maturi grazie alla fiducia che si ripone nelle loro capacità. Attraverso l’applicazione di questo metodo è possibile arrivare alla reale comprensione dei problemi alla base dei conflitti.


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