L'esperienza dello Spazio di Ascolto: il counselling virtuoso

All’interno del complesso paesaggio educativo è necessaria una ridefinizione degli spazi relazionali tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia. La costruzione di rapporti di fiducia tra le famiglie e le agenzie educative del territorio diventano, quindi, fattori di protezione rilevanti e indispensabili.


Come sostiene Scharmer (2015), ove si intenda compiere un cambiamento reale ci vuole un buono spazio di “tenuta” per permettere ai soggetti appartenenti ai diversi gruppi di connettersi al “campo di coscienza collettiva” in cui si è immersi. Diventa quindi sempre più necessario creare uno luogo di relazione, di comunicazione e collaborazione, nel quale la scuola e la famiglia inizino a percepire e a realizzare una potenziale alleanza educativa.
Le competenze sociali, comunicative e relazionali, alla base di una efficace relazione scuola - famiglia, non sono acquisite spontaneamente ma sono il frutto del confronto sul significato di dare e chiedere aiuto, della condivisione di un lessico pedagogico, della risoluzione dei problemi in modo proattivo, il tutto nell’ottica dell’assunzione di una responsabilità educativa condivisa. Si delinea quindi la necessità di dare vita a luoghi educativi in cui sperimentare azioni di collaborazione significative tra scuola e famiglia al fine di garantire il benessere e il successo scolastico dei bambini.
L’Associazione Biblioteca dei Piccoli Onlus ha accolto questi bisogni e ha cercato di rispondere ad essi attraverso azioni concrete, che hanno avuto come risultato finale la messa a punto del progetto locale Nati per Leggere, all’interno del quale ha preso vita l’attività dello Spazio di Ascolto per genitori e insegnanti di cui sono responsabile. 
In una realtà molto complessa e variegata come quella del Comune di Fiumicino in cui sia i genitori che gli insegnanti vivono una situazione di solitudine e isolamento, soprattutto nelle frazioni più distanti dai servizi istituzionali del Comune, la figura esperta e imparziale del counsellor ha accompagnato insegnanti e genitori verso la costruzione di un terreno condiviso e un lessico comune educativo, necessari alla costruzione dell’alleanza scuola-famiglia.
La presentazione e diffusione delle attività dello Spazio di Ascolto è stata effettuata andando personalmente nelle scuole del Comune che hanno aderito al progetto, al fine di coinvolgere quanti più genitori possibili. Per quanto riguarda gli incontri a scuola, dopo una prima parte in cui gli operatori della Biblioteca dei Piccoli Onlus, proponevano a genitori, insegnanti e bambini, laboratori di lettura condivisa e animata, ho incontrato i genitori per illustrare il progetto.
Gli incontri individuali sono invece stati svolti presso lo spazio messo a disposizione dal Comune di Fiumicino.
Negli incontri individuali si è agevolato il passaggio dalla conoscenza del problema/bisogno alla sua comprensione fino alla consapevolezza del bisogno/problema.
All’interno del setting, durante gli incontri individuali, si è cercato di attuare una relazione d’aiuto nel pieno rispetto delle differenze di funzioni e ruoli, ridefinendo codici di comportamento e condividendo nuove regole sociali. È stata prestata molta attenzione ai diversi valori e significati presenti nei contesti familiari e scolastici in modo da attivare processi di riconoscimento reciproco, rispecchiamento e differenziazione.
Gli incontri con i genitori hanno avuto differenti funzioni. Nella maggior parte dei casi si sono approfondite le problematiche evidenziate, allargando il confronto all’interno del gruppo di lavoro- famiglia insegnanti- e creando una rete che ha stimolato cooperazione e relazione.
Si sono rivolte allo sportello tre tipologie di utenti:
• genitori che desideravano confrontarsi sul proprio ruolo genitoriale;
• genitori che venivano inviati dagli insegnanti, che avevano bisogno, quindi, di un supporto;
• genitori che sentivano che i propri figli avessero un bisogno specifico ma non riuscivano esattamente a comprendere nello specifico quale fosse.
Per quanto riguarda la prima tipologia di utenti gli incontri individuali, a volte con il singolo genitore a volte con entrambi, sono stati utili per azioni di confronto e di riflessione sulle pratiche educative messe in atto.
Nel secondo caso invece c’è stata una collaborazione diretta con le insegnanti e il mio ruolo è stato un ruolo di mediazione e di traduzione del lessico pedagogico.
Per quanto riguarda la terza tipologia di utenti ho fornito supporto e consulenza.
Il processo di counselling ha manifestato la sua forza nella possibilità di integrarsi con le funzioni di chi si occupa di educazione, svolgendo una potente azione trasformativa e di mediazione tra pari, spesso in conflitto reciproco, all’interno di una realtà a volte poco abituata al confronto e alla condivisione.
Tirando le fila di questi due anni di esperienza posso affermare che:
• diventa fondamentale avere uno spazio preposto al sostegno dei genitori nel loro percorso di riflessione sull’efficacia delle competenze genitoriali messe in atto nella relazione educativa e per rispondere alla loro solitudine di fronte al ruolo. Questo si sostanzia nell’istituzione di un tempo e di uno spazio nel quale dare la possibilità di rileggere l’esperienza educativa fatta, individuandone gli aspetti da mantenere e quelli da rifondare;
• è necessario che l’amministrazione comunale e le agenzie educative presidino il territorio, per intercettare i bisogni di condivisione dell’esperienza genitoriale e al fine di dare a essi una risposta concreta;
• diventa urgente pensare alle famiglie con meno disponibilità economiche che solo attraverso queste proposte sono messe in condizione di cogliere queste opportunità, a volte indispensabili;
•  è aumentato il numero delle coppie che hanno scelto di confrontarsi su tematiche inerenti il tema dell’educazione, nel tentativo di trovare una linea pedagogica comune. Molto spesso la relazione educativa costruita dalle mamme e dai papà vive di non detti ed è invece fondamentale che nella coppia, questi non detti, che creano divergenze, vengano esplicitati;
• rilevanti sono state le riflessioni sul ruolo genitoriale (materno e paterno) all’interno della routine familiare e la ricerca di azioni efficaci nella gestione della relazione educativa con i bambini.
Per concludere, vorrei evidenziare come all’interno del complesso paesaggio educativo, diventi necessità una ridefinizione degli spazi relazionali tra le due principali agenzie formative, scuola e famiglia.
La costruzione di rapporti di fiducia tra le famiglie e le agenzie educative del territorio sono fattori di protezione rilevanti e indispensabili.
Questo può sicuramente essere agevolato dalla pratica del counselling che è fondamentale per creare un circolo virtuoso in cui si vengono valorizzati lo scambio di prassi e esperienze, mantenendo i relativi ambiti di competenza.


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