Gli elementi che concorrono a condizionare la relazione tra insegnanti e allievi

La relazione tra insegnanti e allievi si fonda innanzitutto sull'immagine che ciascuno dei due membri della relazione ha del proprio status, del proprio ruolo e di quello dell'altro ed è condizionata dalla percezione che ciascuno ha del contesto nel quale prende avvio la relazione.


Gli insegnanti che sono in grado di avere una qualità alta nelle relazioni interpersonali con i loro studenti hanno, durante l’anno, il 31% in meno di problemi disciplinari, regole violate e questioni collegate (Marzano, 2003).
La relazione tra insegnanti e allievi si fonda, innanzitutto, sull'immagine che ciascuno dei due membri della relazione ha del proprio status, del proprio ruolo e di quello dell'altro ed è condizionata dalla percezione che ciascuno ha del contesto nel quale prende avvio la relazione. Queste idee sono determinate dai vissuti personali, dal retroterra socioculturale di provenienza e dalla storia individuale di ciascuno studente e insegnante.
Krech (1970) definisce il ruolo come l'insieme dei bisogni, degli scopi, delle convinzioni, degli atteggiamenti e azioni che i membri di una comunità attendono caratterizzi l'occupante tipico di una posizione.
L’insegnante, quindi, sa quali sono i comportamenti, anche quelli non codificati in modo chiaro, tipici del suo ruolo, che gli allievi e le famiglie si aspettano da lui.
Per quanto riguarda la professione insegnante, i comportamenti attesi non si limitano a quelli strettamente legati all’azione didattica ma si allargano a tutta la sua vita, dal parlare al modo di vestire, allo stato civile che deve rappresentare un esempio per gli studenti. Queste dimensioni vengono prese in considerazione ancor prima dei modi in cui il docente conduce le lezioni; già dal momento in cui entra in classe sia la comunità che gli allievi hanno una serie di aspettative sulle sue modalità di condurre a buon fine un processo di insegnamento.
Pertanto, fin dalla prima presa di contatto con la classe, il rapporto deve essere impostato in modo da favorire la comunicazione fra insegnante e allievi: gli alunni, durante i primi periodi di scuola, studiano gli insegnanti al fine di trarre le indicazioni su quello che sarà il comportamento scolastico; cercano di capire velocemente quali siano le condizioni tipiche dell’insegnante, in modo da decidere altrettanto velocemente come adattarsi alle regole. Qualora l’insegnante non mettesse in atto il comportamento immaginato, adottando uno schema di comportamento diverso dalle aspettative che i ragazzi si erano fatti, questi cercherebbero in tutti i modi di farlo rientrare nei canoni prestabiliti.
Un altro aspetto che ha ripercussioni sulla relazione che l’insegnante instaura i propri studenti è la consonanza tra il modo di essere e di fare dell'insegnante e il modo di essere e di fare dei suoi colleghi, in quanto anche se il docente non è sempre consapevole di non agire come tutti gli altri docenti, gli allievi lo sono e sono pronti a sfruttare la situazione a loro vantaggio.
Anche la personalità dello studente ha un’enorme influenza su ciò che apprende, acquisisce e apprezza del metodo didattico adottato dall’insegnante.
Non meno importante è il contesto ambientale in cui tale rapporto ha luogo e ciò che l’insegnante pensa di tale contesto. Ciò vuol dire che è molto importante che l’ambiente socioculturale di provenienza degli allievi sia tale da permettere all’insegnante di esprimere al meglio le proprie capacità didattiche.
Il rapporto docente-allievi è influenzato anche dallo stile di insegnamento adottato. Numerose ricerche dimostrano come lo stile di insegnamento non costituisce una discriminante per ciò che riguarda la quantità di nozioni che alla fine del ciclo scolastico vengono apprese dai bambini ma sicuramente condiziona la fisonomia che la classe assume.
Uno degli aspetti che differenziano gli stili educativi adottati dagli insegnanti è quello concernente le modalità attraverso le quali si mantiene la disciplina ed è il criterio in base al quale la maggioranza degli insegnanti viene giudicata. Questa dimensione è facilmente valutabile attraverso le costanti di ordine, silenzio, mancanza di disturbo del lavoro dei compagni delle altre classi, il mantenimento di un tono adeguato.
In ogni caso l'insegnante è colui da cui dipendono sia il clima di classe che l'andamento dell’apprendimento.
Fry (1980) provò a correlare il clima della classe con il desiderio di riuscita degli studenti: dalle risposte emerge chiaramente che l'insegnante influenzava la percezione che gli studenti avevano delle loro possibilità di riuscita. Addirittura, se l'insegnante riteneva di avere per le mani una classe buona e quindi permetteva agli studenti di prendere iniziative, gli studenti rispondevano alle domande contenute nei test, affermando di provare gusto allo studio al contrario delle risposte degli studenti delle classi in cui l'insegnante controllava molto gli studenti perché riteneva che, se non l'avesse fatto, questi non si sarebbero riusciti a concludere molto.
Lewin, Lippitt e White hanno dimostrato come l'insegnante sia il perno attorno a cui ruotano tutte le dinamiche dei rapporti fra gli allievi e che, nel rapporto fra insegnante gruppo classe, è proprio l'insegnante colui che nei fatti stabilisce le regole di comportamento sia tra gli allievi nei suoi confronti che degli allievi fra di loro e con l’istituzione scolastica.
L’insegnante, quindi, in prima persona, deve farsi carico dello sviluppo di un clima positivo di classe attraverso la messa in atto di efficaci pratiche educative di gestione della classe.


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