Promuovere un clima di classe positivo

A livello di organizzazione didattica sarebbe opportuno, tenendo sempre presente il raggiungimento delle competenze fondamentali, garantire ad ogni studente la possibilità di sviluppare le proprie risorse e i propri talenti attraverso una proposta formativa diversificata, che permetta di coltivare le proprie potenzialità cognitive


Il clima di classe si può definire come l’atmosfera che si viene a creare in un contesto di apprendimento: esso “riflette la vita scolastica e quella socio-emotiva della classe e condiziona il processo di apprendimento/insegnamento attraverso i sottili elementi che coinvolgono gli insegnanti, gli studenti, le famiglie, la comunità educativa e il contesto sociale” (Fisher 2003, p.264).
Secondo Freiberg (1999) il clima di classe positivo è il prodotto della combinazione di cinque fattori a cui i docenti devono porre attenzione:
-          la prevenzione che permette di attivare strategie per prevenire negli studenti gli atteggiamenti di scarso autocontrollo, di impulsività, di mancata appartenenza al gruppo che creano all’interno della comunità scolastica fenomeni di disagio, bullismo, dispersione;
-          il prendersi cura dei bisogni dell’alunno, arrivando alla personalizzazione dell’insegnamento che permette di considerare ciascuno come un soggetto originale che apprende;
-          la cooperazione tra gli studenti che deve sostituire la competizione attraverso la quale si valorizza la persona solo se raggiunge il successo;
-          l’organizzazione dei propri interventi per pianificare la costruzione di un clima positivo;
-          la collettività in cui ciascuno può prendersi cura dell’altro, secondo il proprio ruolo.
Come è possibile creare un clima di classe positivo che faciliti l’apprendimento?
Innanzitutto gli allievi devono sentire di essere considerati importanti dal proprio insegnante. Questo è possibile solo se si instaura una relazione significativa tra insegnante e alunno, nella quale l’allievo percepisca il reale interesse verso la persona. Si possono, ad esempio, utilizzare domande apparentemente banali del tipo “Come va?” “Cosa hai fatto?” che comunicano la volontà dell’insegnante di essere partecipe della vita del proprio studente.
In secondo luogo, il proprio allievo va rispettato anche quando la sua condotta non è appropriata o i suoi voti non solo all’altezza. Questo non significa che i comportamenti sbagliati non vadano sanzionati ma che bisogna porsi in una condizione di accoglienza e di ascolto.
È fondamentale anche credere nelle risorse e nelle possibilità di ogni studente, in quanto i ragazzi avvertono se l’insegnante crede in loro o meno e questo va ad incidere sulla motivazione e l’entusiasmo con cui porteranno a termine le attività proposte.  Infatti le aspettative che gli insegnanti hanno nei confronti degli studenti ne condizionano le relazioni: si tende ad interagire di più con gli studenti nei confronti dei quali si nutrono più aspettative e si tende a trascurare quelli sui quali non si nutrono aspettative. Sarebbe invece fondamentale per gli studenti che hanno difficoltà di apprendimento avere insegnanti che hanno voglia di “puntare” su di loro.
A livello di organizzazione didattica sarebbe opportuno, tenendo sempre presente il raggiungimento delle competenze fondamentali, garantire ad ogni studente la possibilità di sviluppare le proprie risorse e i propri talenti attraverso una proposta formativa diversificata, che permetta di coltivare le proprie potenzialità cognitive (Baldacci, 2003).
Questo è possibile attraverso una impostazione didattica intenzionale e pianificata in ogni dettaglio.
La comunicazione didattica dovrebbe essere chiara e semplice. L’insegnante dovrebbe comunicare le proprie aspettative e gli obiettivi da raggiungere, rendendo partecipe l’alunno di tutte quelle decisioni di vita di classe che non siano di stretta competenza del docente, per permette allo studente di partecipare attivamente al proprio percorso formativo e appagare il bisogno operare scelte autonome (Alonzo, 2012).
In secondo luogo la proposta didattica deve prevedere il coinvolgimento diretto di ogni allievo attraverso delle attività personalizzate, vicine alla realtà dello studente.
In terzo luogo l’insegnante deve essere entusiasta dell’offerta formativa che propone agli studenti perché solo così potrà accendere l’interesse e sollecitare la loro partecipazione.
Si conclude con alcuni piccoli accorgimenti per rendere l’atmosfera in classe piacevole e serena (Alonzo, 2012):
-          sorridere e favorire il dialogo
-          evitare frasi sarcastiche
-          elogiare pubblicamente ma non criticare pubblicamente
-          interessarsi alle eventuali problematiche degli alunni
-          ricordare i compleanni
-          utilizzare e pretendere parole di cortesia
 


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