Quando il conflitto insegnante - allievo non può essere risolto

I conflitti che si creano tra insegnanti e studenti e che difficilmente potranno essere risolti sono quelli che riguardano divergenze di opinioni, collisione di valori, di idee o modi di vivere. In questo caso l’insegnante deve trovare la forza dentro di sé di accettare serenamente di non poter risolvere il conflitto.



/>Come già descritto nei due articoli precedenti “Cosa fare se gli studenti creano problemi agli insegnanti e Prevenire i problemi in classe: la modifica del contesto educativo”, se in una classe ci sono parecchi studenti che cercano contemporaneamente di soddisfare i propri bisogni o le proprie esigenze, qualcuno necessariamente diventerà arrogante, molesto o noioso e provocherà negli insegnanti sentimenti di frustrazione, irritazione e momenti di stress.
Cosa possono fare gli insegnanti quando non possono accettare il comportamento dello studente?
Come già sottolineato più volte si può provare a ricorrere a tre alternative:
-tentare di modificare il comportamento del studente
-tentare di modificare il contesto
-tentare di modificare se stessi
Negli articoli precedenti sono state trattate le prime due possibilità mentre in questo vorrei soffermarmi sulla terza alternativa, probabilmente la più sfidante: modificare se stessi.
I conflitti che si creano tra insegnanti e studenti e che difficilmente potranno essere risolti sono quelli che riguardano divergenze di opinioni, collisioni di valori, di idee o modi di vivere. Entrando nello specifico, terreno di scontro possono essere l’igiene e la pulizia personale, il modo di vestire, le opinioni politiche, religiose, l’orientamento sessuale, il senso di giustizia e onestà, l’educazione. Normalmente è difficile che gli studenti cambino opinione e in caso di conflitto è difficile trovare una soluzione che vada a favore di entrambe le parti.
Dal momento che le collisioni di valori non sempre possono essere ignorate, che fare? La prima cosa è riconoscere che sono proprio divergenze di valori e non conflitti legati alla “vita di classe”. Non possono essere risolti né utilizzando il metodo autoritario (tagliati i capelli, cambia modo di vestire) né cercare di rimanere indifferenti, in quando in questo caso si andrebbe contro la propria coscienza e non si spingerebbe lo studente a riflettere sui propri comportamenti.
Che fare? Bisogna rassegnarsi al fatto di lavorare con individui ideologicamente lontani dai propri principi e valori? Accettare di vivere in un contesto educativo in cui si assiste allo scontro tra diverse generazioni?
Ci sono dei metodi e dei principi che possono ridurre la collisione dei valori.
Una prima modalità che può essere messa in atto è quella di diventare un consulente in materia di valori per i propri allievi. Questo implica prima di tutto la non facile capacità di guadagnarsi la fiducia dei propri studenti e, solo una volta che viene guadagnata, provare a provocare un cambiamento. La competenza di un consulente in materia di valori è legata alla capacità di esprimere le proprie idee ed esperienze, basandole su informazioni certe, su fatti rilevanti, su dati reali, documentandosi molto. Dopo avere esposto, in modo breve e coinciso, il frutto delle proprie ricerche occorre lasciare spazio alle riflessioni degli studenti che ovviamente cercheranno di difendere le proprie idee. In queste occasioni è importante ricorrere a tecniche di ascolto attivo, riformulazione e messaggio-io. Un altro aspetto importante è lasciare allo studente la responsabilità del cambiamento in modo che sia lui che dopo avere avuto la possibilità di riflettere, confrontarsi, mettersi in discussione possa scegliere quali valori a cui credere.
Un altro modo per affrontare i problemi legati ai valori è quello di diventare un esempio per gli studenti.
Diventare un esempio significa applicare concretamente quello in cui si crede, facendo attenzione a non incappare nel doppio sistema di comportamento sia personale che istituzionale, cioè mantenere una congruenza tra quello che si professa e quello che si fa. Sebbene i valori cambino continuamente e gli studenti possano o meno condividerli, rimane il fatto che notano la coerenza degli insegnanti, che credono e seguono i valori a cui danno più importanza. Gli studenti sono sempre molti attenti a quello che gli insegnanti dicono, a cosa indossano e ne sono influenzati più di quello che pensano. La coerenza e la congruenza sono quindi due valori che possono essere trasmessi alle giovani generazioni.
I due metodi presentati sono sicuramente più facili da applicare piuttosto che lavorare direttamente su di sé.  Eppure il cambiamento su di sé è l’unico aspetto su cui l’insegnante può avere un controllo esclusivo. In genere l’insegnante viene considerato come un professionista che provoca cambiamenti negli studenti, che stimola il loro sviluppo e la loro crescita ed è invece più raro sentire parlare di un insegnante che modifica se stesso per migliorare il rapporto con gli studenti.
In molte occasioni (con il coniuge, un amico, un collega) occorre essere più tolleranti e accoglienti, cercando di comprendere cosa sta accadendo negli altri al fine di avere rapporti più sani; perché quindi non mutuare questo atteggiamento anche con i propri allievi? Alla fine non è così rischioso e difficile come sembra. Da molte esperienze raccolte gli insegnati che sono riusciti ad accettare i comportamenti divergenti degli studenti sono diventati molto più soddisfatti di sé. Come fare? Cercare di capire i ragazzi. Documentandosi, leggendo, ascoltando il racconto delle loro esperienze, invitandoli a parlare dei loro valori, delle cose in cui credono, dei loro interessi.
Un momento molto importante potrebbe essere per l’insegnante quello di ricavarsi degli spazi (lo spazio dell’ascolto) in cui riflettere, con l’aiuto di un professionista esperto, sui propri valori, per comprendere quelli che sono davvero fondamentali per lui e quelli che invece sono frutto di pressioni culturali e familiari. Il fatto di comprendere che non esistono valori universali, e che quindi non è possibile imporli, potrebbe aiutare l’insegnante ad essere più tollerante.
E poi alcune domande dovrebbero accompagnare il percorso professionale degli insegnanti. Vi piacciono i ragazzi? Tutti o solo quelli con particolari caratteristiche? Perché mi riesce difficile accettare chi è così diverso da me?
Per concludere non sempre si possono cambiare i valori, i principi, le convinzioni dei propri studenti e l’insegnante deve trovare la forza dentro di sé di accettarlo serenamente.
 


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