Valorizzare gli aspetti positivi degli studenti: i rinforzi

Per costruire un positivo clima di classe sarebbe importante rompere con quegli atteggiamenti educativi, divenuti ormai automatizzati, per ricostruire un sistema educativo in cui viene venga esaltata la positività dell’alunno. Questo è possibile solo se si cambiano la modalità di osservazione delle situazioni scolastiche.



A scuola, abitualmente, si tende a evidenziare negli alunni i comportamenti disfunzionali o sbagliati piuttosto che prestare attenzione ai comportamenti corretti. Questa modalità è condizionata da aspetti adattivi: la normalità è codificata in quanto ripetitiva mentre l’anormalità viene percepita come un aspetto da cui difendersi.
Rimane il fatto che dal punto di vista educativo, focalizzarsi maggiormente sugli aspetti negativi può risultare, oltre che inutile, anche nocivo per le relazioni nel contesto educativo. In genere il docente si aspetta che a scuola i bambini si comportino bene, per cui diventa assai difficile manifestare compiacimento per i comportamenti positivi; al contrario vengono sottolineati i comportamenti scorretti, rischiando che l’alunno possa imparare che, per ricevere attenzione dagli insegnanti, ci si deve “comportare male”.
Per costruire un positivo clima di classe sarebbe importante rompere con quegli atteggiamenti educativi, divenuti ormai automatizzati, per ricostruire un sistema educativo in cui viene venga esaltata la positività dell’alunno. Questo è possibile solo se si cambiano la modalità di osservazione delle situazioni scolastiche.
Il compito più difficile per il docente diviene, quindi, quello di prestare attenzione ai comportamenti corretti del gruppo classe, gratificandoli correttamente, con il fine di farli aumentare. In questo modo gli alunni si sentiranno maggiormente apprezzati, migliorando, di conseguenza, le proprie modalità di interazione.
In educazione, il rinforzo può essere considerato come un’energia positiva che viene trasmessa allo studente che da un lato migliora la sua vita ma che dall’altro lato modifica la visione della vita dell’educatore, il quale impara a cogliere prima di tutto gli aspetti da valorizzare del proprio alunno e non quelli da correggere, come abitualmente accade.
Foxx (1986) definisce il rinforzo come un evento che aumenta la probabilità che il comportamento al quale fa seguito si ripresenti.
Il rinforzo può essere positivo o negativo. Il rinforzo positivo consiste nel far seguire a un comportamento del bambino una conseguenza positiva, mentre quello negativo prevede l’emissione di un determinato comportamento finalizzato all’eliminazione di un vissuto spiacevole. Il rinforzo è chiaramente molto soggettivo e legato alle caratteristiche della persona che lo riceve.
Relativamente al contenuto i rinforzi possono essere distinti in: commestibili, sociali, dinamici e simbolici.
I rinforzi commestibili (cibi e bevande) sono rinforzi molto forti e fanno aumentare rapidamente l’emissione del comportamento desiderato.
I rinforzi sociali sono tutti quei comportamenti tipici della relazione fra le persone, quali le lodi, i sorrisi, i complimenti, le coccole, sono i più diffusi ed esprimono attenzione. Sono facili da usare e sempre a disposizione.
I rinforzi dinamici, invece, consistono nel dare la possibilità di svolgere un’attività considerata piacevole, al termine dell’esecuzione dell’attività considerata poco piacevole. Sono molto utilizzati dagli insegnanti e anche dai genitori.
I rinforzi simbolici, quali i soldi, i punteggi, i gettoni, molto efficaci a scuola, sono tutti quegli oggetti che acquistano proprietà rinforzanti poiché associati a rinforzi primari.
Nella prassi educativa si utilizzano i cosiddetti rinforzi contingenti, assegnati in risposta al comportamento desiderato, al fine di chiarire il nesso tra comportamento emesso e conseguenza acquisita. In questi casi è opportuno descrivere il comportamento ricompensato in modo da permettere all’alunno di capire quale comportamento mettere in atto per guadagnare la ricompensa.
Il rinforzo deve essere calibrato in relazione all’importanza, allo sforzo e alla difficoltà del comportamento richiesto. Il rinforzo poi può essere continuo o intermittente.
Per stabilire se sia più utile rinforzare in modo continuo o intermittente, occorre tenere presente che il rinforzo continuo è utile quando il bambino ha bisogno di molto sostegno e incoraggiamento, come nelle prime fasi dell’apprendimento di un comportamento non presente nel suo repertorio o quando tale abilità richiede uno sforzo particolare da parte del soggetto.
I rinforzi eterodiretti sono le gratificazioni (lodi e ricompense) che noi rivolgiamo agli altri mentre i rinforzi autodiretti sono tutte quelle le gratificazioni o ricompense che ci concediamo e regaliamo a noi stessi.
A volte può risultare difficile per gli insegnanti rilevare comportamenti da rinforzare, può succedere cioè che il proprio studenti non si comporti mai in modo da essere rinforzato. Questo può accadere con gli alunni con la tendenza ad emettere comportamenti di provocazione o di opposizione.
Cosa fare in questi casi? Bisogna approfittare di tutti quei rari momenti in cui i bambini mettono in atto comportamenti positivi e subito intervenire per consolidare e potenziare quanto stanno facendo.
Si conclude con un ultimo aspetto relativo al rinforzo che riguarda la sincerità. Se non ci si sente di dare un rinforzo è meglio non darlo in quanto i bambini percepiscono se il rinforzo sia dato con sincerità o meno.


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